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La ricerca che definisce FinderFood è precisa di proposito: un hamburger di melanzane vegano a Milano, vicino, aperto adesso, con il prezzo e gli allergeni scritti. Non è "ristoranti vegetariani in centro." Di quelli la città ne ha decine. Tu hai fame di un piatto.
Il piatto, non il locale
Un ristorante può essere ottimo e non cucinare quello che vuoi. I burger bar mettono la melanzana il giovedì. Le trattorie nascondono una torre di verdure nei secondi e non la chiamano hamburger. I caffè vendono un panino vegano finché non arriva la maionese.
Cercare il piatto taglia quel rumore. Vedi chi lo serve davvero, quanto costa, e se la cucina l'ha segnato vegano o solo vegetariano. Le due parole non si scambiano: vegetariano ammette uova e latticini, e l'aioli li ama entrambi.
Cosa controllare prima di uscire
Prima il prezzo, così la scelta è onesta. Poi gli allergeni. La polpetta di melanzane spesso è legata col pangrattato, e il pane è frumento se non c'è scritto altro. Un burger vegano può contenere glutine, frutta a guscio nel pesto, o soia nell'impasto. I tag servono per non scoprirlo a tavola.
Poi gli orari. "Aperto adesso" conta più di un indirizzo famoso che inizia alle 19:30 mentre tu hai fame alle 16. A Milano pranzo e cena sono finestre corte. Una cucina chiusa non è un consiglio.
Come devono essere i risultati
Una pagina utile mostra pochi piatti in poche sale, non cinquanta schede uguali. Ti serve abbastanza scelta per arrivare a piedi, e abbastanza poco da non passare il pasto a decidere. Le indicazioni passano all'app di mappe che hai già sul telefono.
Se la città non restituisce nulla, anche quello è un dato. Vuol dire che il piatto non è ancora in elenco, non che devi abbassare l'asticella a "una insalata qualsiasi." Aggiungi il locale che conosci, o prova il quartiere dopo. Il senso di una ricerca precisa è che una risposta vuota resti vuota finché qualcuno non cucina quel piatto.



